Mugello in Rapporto sul turismo in Toscana 2018 (Irpet)

I dati sull'andamento turistico nell'analisi curata da Irpet (abstract)

 

Il rapporto  sul turismo in Toscana nel 2018 è consultabile e scaricabile in formato pdf (in alto a destra)

 

Il risultato del Mugello, una volta depurato degli errori di rilevazione, restituisce un quadro di stabilità delle presenze +0,03% dovuto essenzialmente agli andamenti opposti di italiani (-1,3%) e di stranieri (+1,3%), mentre il processo di internazionalizzazione osservato nel lungo periodo (1998-2018) sembra continuare a ritmi più blandi nell’ultimo decennio (2008-2018) nel quale le presenze straniere registrano un apprezzabile +12,1% (pag. 12).

 

Una notazione riguardante la rilevazione è d’uopo prima di commentare i dati relativi alle destinazioni prevalentemente montane. Per valutare correttamente la dinamica delle presenze 2018/2017 riguardante il Mugello si è dovuto correggere il dato del 2017 in quanto viziato da un errore di misura delle presenze emerso evidente a causa di un problema al software di registrazione di check in e check out dei turisti in una struttura ricettiva dell’ambito (pag. 44).

 

il risultato del Mugello, una volta depurato degli errori di rilevazione restituisce un quadro di stabilità delle presenze +0,03% dovuto essenzialmente agli andamenti opposti di italiani (-1,3%) e di stranieri (+1,3%). Si tratta di un ambito rurale prevalentemente montano, ben collegato con la realtà fiorentina. L’andamento di lungo periodo evidenzia un processo di internazionalizzazione abbastanza marcato che porta la quota di presenze straniere dal 40% del 1998 al 51% del 2018. La dinamica lungo il ventennio alle nostre spalle evidenzia una crescita apparentemente tutta concentrata nel primo periodo 1998-2008 (+73,9%) ed una sostanziale stagnazione delle presenze successivamente (+1,1%). Un’analisi dei principali mercati mette invece in evidenza due dinamiche ben distinte. Gli Italiani crescono in misura rilevante durante tra il 1998 e il 2008 (+53%). Dal 2008 in avanti diminuiscono in misura sensibile e pressoché continua sotto gli effetti della crisi (-8,3%). Sul fronte internazionale, la crescita complessiva (+127% nel ventennio) è anch’essa più forte fino alla vigilia della crisi (+102,1%) ma continua nel decennio successivo, seppure a ritmi decisamente meno intensi (+12,1%). Protagonisti dell’ultima fase appaiono in positivo quelle componenti per origine assimilabili allo sviluppo del turismo esperienziale, attivo e di scoperta del territorio: europei occidentali e italiani del nord su tutti, mentre il contributo in negativo più importante viene dai turisti provenienti dalle regioni meridionali, che più di altre componenti durante la crisi riducono la loro domanda turistica ed il raggio di spostamento per le vacanze (pag. 47).

Ultimo aggiornamento: Mar, 18/06/2019 - 12:35